Forniture ristorazione

Forniture per ristorazione in Svizzera: criteri di scelta, contratti e tracciabilità

La scelta delle forniture per la ristorazione parte dal menu e dal tipo di servizio.

Dal menu alle categorie di fornitura: definire il fabbisogno

La scelta delle forniture per la ristorazione parte dal menu e dal tipo di servizio. Conviene tradurre i piatti in categorie merceologiche: ortofrutta, carne, pesce, latticini e uova, derrate secche, surgelati, quarta gamma, bevande e prodotti specifici per diete o allergie. Per ogni categoria vanno stimati volumi, frequenza delle consegne, spazio di stoccaggio e attrezzature disponibili.

Alcuni prodotti richiedono un controllo più attento su igiene, conservazione e tracciabilità: carni crude, pesce, uova, latticini freschi, prodotti pronti al consumo, quarta gamma e surgelati. Per questi è essenziale gestire correttamente la catena del freddo, le date di scadenza e i lotti. I criteri Fourchette verte ricordano di variare i tipi di alimenti e di preparazioni, privilegiare i prodotti di stagione e utilizzare diversi tagli di carne provenienti da diverse parti dell'animale.

Il tipo di servizio – à la carte, banchetti, take-away o mensa – influenza il fabbisogno e la rotazione delle scorte. Fourchette verte indica porzioni in base all'età e frequenze per gruppi di alimenti: definire bene il fabbisogno aiuta a limitare le scorte inutili e a ridurre gli sprechi.

Origine, stagionalità e metodo di produzione

I criteri ambientali di Fourchette verte – Ama terra invitano a privilegiare i prodotti regionali o svizzeri. In particolare, carne, uova e latticini dovrebbero essere di origine svizzera. Anche per i prodotti di quarta gamma e per i surgelati si consiglia di privilegiare quelli di origine svizzera e conformi a elevati standard ecologici.

Per il metodo di produzione, Fourchette verte – Ama terra indica di privilegiare i prodotti le cui modalità di produzione soddisfano elevati standard ecologici secondo labelinfo.ch (ad esempio IP, Bio Suisse, Naturaplan). La maggior parte dei prodotti importati dovrebbe avere un marchio biologico o di commercio equo e solidale.

La stagionalità è un altro criterio: Fourchette verte invita a privilegiare i prodotti di stagione. Per documentare origine e metodo di produzione è utile raccogliere etichette, schede prodotto o dichiarazioni del fornitore. Fourchette verte – Ama terra richiede un elenco aggiornato dei fornitori, dell'origine e delle modalità di produzione degli alimenti. La tracciabilità, inoltre, è un obbligo previsto dalla legislazione sulle derrate alimentari.

butter, knife, ingredient, cibo, product, fat, eating, piastra, avvicinamento, cholesterol, kitchen, utensil, margarine, prodotto, spread, produce, preparation, organico, sano, nature, portion, cooking, creamy, fresco, dairy, butter, butter, butter, butter, butter, cholesterol, cholesterol, margarine
Photo by ds_30 via pixabay

Prodotti trasformati, etichette e imballaggi: cosa limitare

Fourchette verte – Ama terra prevede che i prodotti trasformati siano evitati e vengano utilizzati solo per aumentare la varietà dei menu, a seconda delle stagioni. I sostituti della carne diversi dal tofu e dal seitan, i piatti pronti, le zuppe istantanee, le salse istantanee e i prodotti industriali vanno utilizzati al massimo una volta alla settimana; contengono coloranti, conservanti sintetici, aromi artificiali, dolcificanti artificiali ed esaltatori di sapidità.

Si evitano gli alimenti in scatola e le confezioni monodose.

Leggere le etichette è essenziale: ingredienti, origine, allergeni e additivi aiutano a capire quanto un prodotto sia trasformato. Queste informazioni servono anche per rispettare i requisiti di informazione ai consumatori e per gestire gli allergeni. Le linee guida BPIAR forniscono indicazioni sugli allergeni.

Tracciabilità: dati da chiedere e documentazione da tenere

La legislazione sulle derrate alimentari richiede di garantire la tracciabilità dei prodotti e il rispetto dei requisiti di informazione ai consumatori. Per questo è necessario conservare la documentazione che permette di ricostruire il percorso del prodotto.

Tra i documenti da conservare figurano fatture, documenti di trasporto, etichette, schede tecniche, certificati, dichiarazioni di origine e schede allergeni. Al fornitore si possono chiedere: identificazione del prodotto, numero di lotto, origine, ingredienti, allergeni, modalità di produzione e condizioni di conservazione. Questi dati permettono di ricostruire il percorso del prodotto in caso di controllo o di allerta.

L'attività va inoltre annunciata all'autorità competente tramite il formulario di notificazione; il Laboratorio cantonale non invia conferma, ma dopo circa due settimane è possibile verificare l'avvenuta registrazione. Se non stabilito diversamente, il gerente è considerato responsabile della sicurezza alimentare.

Accordi con i fornitori: informazioni minime e sostituzioni

Con i fornitori è utile concordare in modo chiaro le informazioni minime: origine, modalità di produzione, allergeni, formato e confezionamento, identificazione dei lotti, condizioni di conservazione e temperature di trasporto. L'accordo dovrebbe prevedere che eventuali cambiamenti siano comunicati tempestivamente, così da mantenere aggiornati i dati sui fornitori e sulle caratteristiche dei prodotti.

Per la gestione delle sostituzioni è opportuno definire chi avvisa, con quale preavviso e quali alternative sono accettabili per categoria. Per i prodotti più critici – come carne, pesce, latticini o ingredienti allergenici – è consigliabile che le sostituzioni siano comunicate prima della consegna e documentate, così da aggiornare l'elenco dei fornitori e le informazioni ai consumatori.

Sul fronte degli allergeni, è bene chiedere schede allergeni aggiornate. Si concordano formati adatti alle proprie esigenze per ridurre gli imballaggi. I numeri di lotto vanno registrati all'entrata della merce per garantire la tracciabilità.

Autocontrollo e buone prassi: dal ricevimento alla cucina

Chi gestisce un esercizio di ristorazione deve garantire la sicurezza delle derrate alimentari mediante un sistema di controllo autonomo. Il gerente è considerato responsabile della sicurezza alimentare, se non stabilito formalmente in modo diverso. Per ottemperare all'obbligo di autocontrollo si può elaborare e applicare un manuale basato sul sistema HACCP o sui suoi principi, oppure applicare linee direttive settoriali.

Per il settore della ristorazione sono consigliate le linee guida «Buona prassi procedurale nell'industria alberghiera e della ristorazione BPIAR», elaborate da GastroSuisse, hotelleriesuisse, CafetierSuisse e l'Associazione svizzera per gli ospedali, le case di cura, gli istituti sociali e la ristorazione collettiva, e approvate dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV). HotellerieSuisse precisa che queste linee guida sono gratuite e illustrano le norme fondamentali in materia di sicurezza alimentare; il materiale di approfondimento e la guida sugli allergeni forniscono standard minimi ed esempi pratici.

Dal ricevimento alla cucina, i controlli riguardano temperature, igiene, conservazione e preparazione. Fourchette verte ricorda di preservare le sostanze nutritive attraverso la pianificazione degli acquisti, la conservazione, la preparazione e il lavaggio degli alimenti, nonché il mantenimento della temperatura. Il sistema di autocontrollo comprende anche analisi microbiologiche, chimiche e fisiche. I cantoni possono prevedere requisiti specifici per la formazione del personale e controlli sanitari più frequenti.

Requisiti normativi in materia di sicurezza alimentare in Svizzera

Responsabile della sicurezza alimentare
Gerente dell'esercizio (salvo dichiarazione contraria)
Autocontrollo obbligatorio
Applicazione del sistema HACCP o delle linee guida BPIAR

Allergeni, formazione e sostenibilità in cucina

La gestione degli allergeni richiede schede aggiornate dai fornitori e un'informazione chiara al cliente. La guida allergeni delle linee guida BPIAR illustra gli standard minimi e fornisce esempi pratici per il lavoro quotidiano in cucina. È importante considerare che una sostituzione di prodotto può introdurre allergeni non previsti.

Il personale va formato e sensibilizzato su igiene, allergeni, tracciabilità e spreco alimentare. Fourchette verte – Ama terra prevede che il personale sia sensibilizzato allo spreco alimentare. A livello cantonale possono esistere requisiti specifici per la formazione nel settore della ristorazione.

Le scelte di fornitura incidono su porzioni, bevande, imballaggi, budget alimentare e spreco. Fourchette verte indica acqua di rubinetto e/o tisane non zuccherate, e per il pubblico adulto almeno 3 bevande analcoliche a un prezzo inferiore rispetto a quelle alcoliche. Come dessert si privilegiano frutta e latticini; come spuntino frutta, verdura, latticini e/o alimenti ricchi di amido. Il budget alimentare dovrebbe essere compatibile con un'alimentazione sostenibile; ridurre gli imballaggi aiuta a contenere gli sprechi.

Fonti

  1. ristoequipe.ch/blog/ristorazione-e-normative-igienico-sanitarie-in-…
  2. fourchetteverte.ch/it/criteri
  3. m4.ti.ch/dss/dsp/lc/informazioni-e-servizi/dettaglio
  4. hotelleriesuisse.ch/it/servizi/operativita-e-strategia/sicurezza-e-igiene
  5. blv.admin.ch/it/autorizzazione-nuovi-tipi-derrate-alimentari
  6. gastrosuisse.ch/assets/it/settore/igiene/controllo-autonomo/gastrosu…
  7. rentokil.com/ch/it/servizi/il-tuo-settore/sicurezza-alimentare/ho…
  8. service.swissbaker.ch/dam/jcr:12855de3-0087-4adb-830e-6c3989966af6/Note_al…